12.06.09
L’amico contadino.
L’amico contadino.
In gioventù, insieme a tre amici, avevamo dato l’avvio con incontri teorici ad una futura costituzione di un associazione culturale, finalizzata all’archeologia.
Un pomeriggio, decidemmo di iniziare le indagini sul territorio, e si scelse un luogo ricco di rilevanze archeologiche.
Arrivati sul posto, ci si ricordò che non molto lontano abitava un conoscente e decidemmo di andarlo a trovare per chiedere informazioni e per orientarci meglio.
L’amico al vederci fu felicissimo, ci ospito in casa e ci disse che era ben contento di accompagnarci a visitare una tomba etrusca che solo pochi conoscevano, molto particolare, perché aveva nel mezzo della sala una colonna.
Il posto si trovava poco lontano dal podere, circa 1 km. ed era in aperta campagna; si scese alcuni gradini, apri una porta e ci trovammo in una sala piena di botti, torchio, damigiane e altro.
Lui disse che l’aveva trasformata in cantina, prese un unico bicchiere lo riempì di vino, e ci domandò se era buono, noi in cerchio ce lo passavamo.
Tra un discorso e l’altro ci proponeva vari assaggi: sentite questo è vino d’annata, quest’altro è della vigna del poggio alto, questo prima di imbottigliarlo ci ho messo un chicco di caffè che lo rende leggermente spumante e così via.
Ormai si faceva buio e freddo, era una giornata di fine novembre.
All’uscita dopo aver salito i 3-4 gradini, io crollai a terra, mi rialzai con uno scatto immediato e feci finta di niente, ma la testa mi girava a mille.
Arrivati al podere ci offrì pane, sotto-oli e salcicce di cinghiale, io mangiai per riempire lo stomaco di cose solide, il vino comunque continuava a scorrere ed io però, appena lo sorseggiavo.
Fu in quel frangente che sentii la moglie rimproverare piano piano il marito nostro amico: "fai sempre così, alla fine li fai sempre ubriacare, trovi sempre il modo di divertirti alle spalle degli altri". Ripensandoci mi ricordai che in effetti il contadino aveva sì assaggiato ma non bevuto tutto il vino che lasciava scorrere!
Immediatamente dopo uno di noi uscì di corsa nell’aia per vomitare, un altro vide nello spiazzo una stufa di terracotta in disuso, vi si attaccò e farfugliava che voleva morire lì attaccato alla terra lavorata e nel mentre l’accarezzava.
Io con grande sforzo mi controllavo, mentre l’ultimo amico che aveva retto benissimo tutti i "passaggi", insieme al contadino, ridevano… ridevano.
L’aria fredda della sera, ci face bene, quando ci riprendemmo un po’, si fece ritorno al paese.
Le ulteriori uscite furono più guardinghe.


Nina Scrive,
6 Dicembre 2009 alle 22:12
che gioventù avventurosa,
mi hai fatto fare una bella risata:))
Ciao Lucio
cecilia Scrive,
7 Dicembre 2009 alle 10:40
ciao Lucio,

mi hai fatto sorridere con questo racconto, ne so qualcosa di buon vino e mangiate serie con salsicce e formaggio…a Viterbo quando vado da parenti ci lascio là un anno di vita tutte le volte!!!
sono felice di aver letto un tuo commento nel mio blog, se anche tu hai la caratteristica degl’ochi tristi, siamo simili!!!(la nostra è una caratteristica che ci rende misteriosi…)
un saluto… e buona giornata!!!
viola Scrive,
7 Dicembre 2009 alle 11:36
Lucio sei grande mi hai fatto morire dalle risate: che dire è ginnastica anche questa. Stavolta sono d’accordo con Ceci un buon vino ogni tanto non guasta mai. io però lo bevo quando mangio la cazzuola: fa digerire. attenzione però ricordati che il bicchiere porta il vino, poi non pretendere che tolga la sete! Che ridere!! pensa che io non “lo reggo” un goccio e parto e vado diritta…ho tutto il tempo…per stare un piedi. Una sonora risata!!! e tu che pensi?? Baci immensi..
mucche_assassine Scrive,
7 Dicembre 2009 alle 13:00
ammazza ahò, ‘na volta eravamo noi che nun dovevamo fa’ sapè ar contadino quanto è bbono er formaggio co’ le pere, mo però se sta a’ vendicà un po’ troppo de quer segreto che nun dovevamo spifferaje! chissà nella tomba etrusca quanti poracci c’aveva già sotterrato!
T’offrimo un caffè, ce stai simpatico
soloenne Scrive,
10 Dicembre 2009 alle 11:42
ragazzo, ho proprio riso di gusto!
se ci si incontra
ti offrirò un bicchiere di vino alle mandorle
…uno solo però